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AKASHA – Quello che ricordo dell’infinito – Francesca Amat

Presso il nostro showroom di Via Tortona, 36 sono esposti alcuni lavori costellati da 22 parole Sanscrite, nati dalle carte create dall'artista Francesca Amat nel 2019 e ancora in corso. Loro sono timidi ( i quadri), ma negli spazi di Orissa si sentono a casa, tra i bellissimi mobili coloniali indiani e il profumo di india.

AKASHA – Quello che ricordo dell’infinito

Opere di Francesca Amat in esposizione presso Orissa Mobili Coloniali, Via Tortona, 36 Milano - Cortile Interno

L'esposizione termina il giorno giovedì 30 giugno 2022.

L'autore sarà presente presso la nostra esposizione nella giornata di giovedì 16 giugno

Sono qui

I lavori sono stati creati a partire dai mesi che hanno preceduto la pandemia fino ad oggi . Il lavoro è nato scegliendo 22 parole in sanscrito; liberazione, pace, trasformazione, amore incondizionato, entusiasmo, cura, per citarne alcune. Parole che risiedono nel potenziale infinito di ognuno di noi e che sento particolarmente affini. I lavori, acrilici su tela di diversi formati, hanno come soggetti animali e altre entità mitologiche che nel mio immaginario
figurano come protettori della terra e custodi della parola sanscrita. La parola è dipinta sopra l' aureola che li sovrasta. Le 22 parole sono anche conservate in un mazzo di carte fatto a mano.

Quale testo si nasconde sotto i quadri ?

Ogni dipinto nasce con la stesura della grande parola scelta per quel lavoro e scritta in sanscrito con china nera su tela, poi segue la scrittura a china del mio pensiero sulla parola scelta, e procedo con la creazione di una texture di scrittura, ricopiata a mano da un antichissimo testo shivaita di 5000 anni fa. Questo testo mi ha folgorato tanti anni fa ed è pubblicato in un libro ed. Adelphi “la porta senza porta. Il brano che riporto si chiama “Centering” trascritto da Paul Reps, durante l’incontro con il Monaco eremita del Kashmir “Lakshamanju”. Come dice il traduttore:” È un ‘antico insegnamento che Shiva canta alla consorte Devi in un linguaggio d’amore che noi dobbiamo ancora imparare. Enuncia i 112 modi di aprire la porta invisibile della coscienza, in risposta alle domande della sua consorte, di cui rivelo la prima: “ che cos’è quest’universo colmo di stupore?”

Come sono nate le 22 carte ?

Prima della pandemia ho ritrovato 22 piccoli disegni formato carte da gioco, ho deciso di creare un mazzo di carte. Ho scelto 22 parole in sanscrito da associare a quelle immagini. Le carte, nel mio immaginario, sono diventate 22 stanze, 22 luoghi dove fare abitare le visioni. Per ciascuna parola è
fiorito un piccolo testo che indica un potenziale. Entusiasmo, trasformazione, liberazione sono alcune delle parole che ho scelto. Ogni parola poi è diventata grande, per abitare uno spazio più ampio nella tela.

Cosa vuol dire Akasha ?

Cosa significa Akasha ? ce lo racconta il filosofo delle scienze e teorico sei sistemi Ervin Laszlo nel libro " la scienza e il campo akashiko" ed. Apogeo . È un termine sanscrito che significa "etere, spazio, il quinto elemento. Secondo l'antica tradizione indiana vedantica, rappresenta una sorta di biblioteca "cosmica' che registra tutto ciò che è accaduto e accade nell universo ed è connesso a tutto ciò che deve ancora accadere. Ognuno di noi ha il suo akasha

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